Sicurezza nei parchi giochi: cosa dice la normativa e come essere in regola
Per un genitore la prima domanda è sempre la stessa: "qui mio figlio è al sicuro?". Per chi apre un parco giochi la sicurezza non è solo un obbligo di legge, è la base della reputazione. Ecco, in modo semplice, quali norme si applicano e cosa deve fare un gestore per essere in regola.
Le norme tecniche di riferimento
UNI EN 1176: le attrezzature per aree da gioco
È la norma europea, recepita in Italia dall'UNI, che stabilisce i requisiti di sicurezza delle attrezzature da gioco: materiali, stabilità, protezioni contro le cadute, rischi di intrappolamento di testa, dita e abiti, spazi minimi. È divisa in più parti, tra cui:
- Parte 1: requisiti generali di sicurezza e metodi di prova;
- Parti da 2 a 6 e 11: requisiti specifici per altalene, scivoli, teleferiche, giostre, attrezzature oscillanti e reti spaziali;
- Parte 7: installazione, ispezione, manutenzione e utilizzo;
- Parte 10: attrezzature di gioco completamente chiuse, cioè le classiche strutture multilivello dei parchi giochi indoor.
UNI EN 1177: le pavimentazioni che attutiscono le cadute
Definisce come verificare che la superficie sotto e intorno ai giochi assorba l'impatto di una caduta. Il concetto chiave è l'altezza critica di caduta: la pavimentazione deve essere adeguata all'altezza da cui un bambino può cadere da quel gioco.
Gonfiabili e tappeti elastici
I giochi gonfiabili hanno una norma dedicata, la UNI EN 14960, che riguarda costruzione, ancoraggi, ventilatori e regole d'uso, compreso il numero massimo di utenti. Per i trampoline park esiste una norma europea specifica, la UNI EN 17893. In entrambi i casi la sorveglianza durante l'uso è fondamentale.
La sicurezza generale dei prodotti
Sopra le norme tecniche c'è il principio generale per cui i prodotti messi a disposizione dei consumatori devono essere sicuri. Oggi il riferimento europeo è il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, affiancato in Italia dal Codice del Consumo. Rispettare le norme UNI EN è il modo più diretto per dimostrare che le attrezzature sono sicure.
Certificazioni: cosa chiedere al fornitore
- Il certificato di conformità alle norme applicabili (ad esempio UNI EN 1176), rilasciato da un ente di certificazione;
- le schede tecniche con età consigliata, spazi di sicurezza e altezza di caduta;
- il manuale di installazione e manutenzione, che il gestore deve conservare;
- la documentazione su materiali e comportamento al fuoco di imbottiture, reti e rivestimenti;
- la dichiarazione di corretta installazione e un'ispezione iniziale dopo il montaggio.
Ispezioni e manutenzione: gli obblighi che durano nel tempo
Un gioco certificato resta sicuro solo se viene controllato. La UNI EN 1176-7 prevede tre livelli di ispezione:
- Ispezione visiva ordinaria, frequente (nei parchi molto frequentati anche ogni giorno): oggetti pericolosi, parti rotte, reti strappate, imbottiture danneggiate;
- Ispezione operativa, più approfondita, di norma ogni 1-3 mesi: usura, stabilità, funzionamento delle parti in movimento;
- Ispezione annuale principale, eseguita da personale competente, per verificare il livello complessivo di sicurezza di attrezzature, fondazioni e pavimentazioni.
Ogni controllo e ogni intervento va registrato: un registro di manutenzione aggiornato tutela il gestore in caso di incidente.
Il locale: prevenzione incendi, uscite e impianti
Oltre ai giochi conta il locale. A seconda della superficie, della capienza e della classificazione dell'attività possono servire la valutazione dei Vigili del Fuoco secondo il DPR 151/2011, la verifica delle vie di esodo e delle uscite di emergenza, l'agibilità e le autorizzazioni comunali. Chi ha dipendenti deve rispettare il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro (valutazione dei rischi, formazione, primo soccorso e antincendio). Se si somministrano cibi e bevande servono la notifica sanitaria e il piano HACCP.
Anche il layout fa sicurezza: i giochi vanno posizionati lontano dalle uscite di emergenza, le colonne vanno protette, i percorsi degli adulti con le scarpe vanno separati dalle aree dei bambini in calzini.
Le buone pratiche di tutti i giorni
- Regolamento ben visibile: età, calzini obbligatori, niente cibo nelle strutture, responsabilità degli accompagnatori;
- controllo della capienza, per non superare il numero massimo di bambini previsto;
- aree separate per i più piccoli (0-3 anni), lontane dai giochi dei bambini più grandi;
- staff formato sul primo soccorso e presente nelle zone più delicate;
- pulizia e igienizzazione regolari di strutture, palline e imbottiture;
- assicurazione di responsabilità civile adeguata all'attività.
La sicurezza si progetta prima
La maggior parte dei problemi si evita in fase di progetto: scegliendo attrezzature certificate, dimensionando correttamente gli spazi di sicurezza e disegnando un layout che tenga conto di flussi, uscite e sorveglianza. È il motivo per cui nella formula Play House Family progettazione, strutture e certificazioni fanno parte dello stesso percorso.
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